{"id":74689,"date":"2021-05-05T10:00:33","date_gmt":"2021-05-05T08:00:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.citra.it\/?p=74689"},"modified":"2021-04-30T12:13:23","modified_gmt":"2021-04-30T10:13:23","slug":"la-situazione-dei-principali-mercati-ad-un-anno-dal-covid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.citra.it\/it\/la-situazione-dei-principali-mercati-ad-un-anno-dal-covid\/","title":{"rendered":"La situazione dei principali mercati ad un anno dal Covid"},"content":{"rendered":"<h2>Aumento del canale GDO, acquisto on-line e consumi domestici<\/h2>\n<p>In questo primo numero del 2021 abbiamo pensato di fare il punto della situazione ad un anno dalla pandemia Covid con una panoramica dedicata<br \/>\nai nostri cinque principali mercati mondiali e alla loro evoluzione.<br \/>\nIn linea di massima i cambiamenti derivano, soprattutto, dai nuovi stili di vita dei consumatori che, costretti in casa, hanno aumentato i consumi domestici e l\u2019acquisto del vino on line.<\/p>\n<p>Si guarda con cautela al futuro e risparmiare \u00e8 diventato pi\u00f9 importante di<br \/>\nprima. D\u2019altro canto per le occasioni importanti si \u00e8 disposti a spendere, bevendo \u201cmeno e meglio\u201d con vini di qualit\u00e0.<br \/>\nEcco cosa \u00e8 successo nei vari mercati.<\/p>\n<h2>EUROPA<\/h2>\n<h3>REGNO UNITO<\/h3>\n<p>La buona notizia \u00e8 che l\u2019accordo <strong>Brexit<\/strong> (l\u2019uscita del Regno Unito dall\u2019Unione europea) <strong>non ha, finora, previsto dazi e quote per i prodotti europei esportati nel Regno Unito<\/strong>, mettendo al riparo anche il vino italiano. Nel 2020 le importazioni di vino inglesi sono scese del 3% in valore (a 3.85 miliardi di euro) a fronte di un volume (stimato di 14.6 milioni di ettolitri) in crescita del 4%. I numeri non sono male, considerando l\u2019impatto della crisi pandemica.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/blog.citra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/regno-unito-impotazioni.jpg\" alt=\"Importazioni di vino nel Regno Unito\" width=\"600\" \/><\/p>\n<p><strong>Il mercato inglese \u00e8 molto orientato sui vini spumanti<\/strong> (oltre il 20% nel 2019)*, che hanno subito maggiormente l\u2019impatto delle chiusure dei ristoranti e dei bar. I consumi fuori casa che rappresentano circa il 45% del valore totale degli stessi, sono diminuiti.<br \/>\n<strong>Le vendite del vino sono largamente aumentate nei supermercati e on line perch\u00e9 \u00e8 aumentato il consumo tra le mura domestiche nei giorni infrasettimanali<\/strong>. Fattori discriminanti per la vendita on line sono il prezzo e la reperibilit\u00e0 delle informazioni sul web.<br \/>\nIn linea di massima, i consumatori di vino sono rimasti fortemente legati alla categoria, cambiando i volumi che consumavano nella ristorazione in maggiori acquisti per asporto e trovando nuove occasioni (chat online con amici o parenti, consumi pre-cena) in cui gustare un bicchiere di vino. I bevitori di vino sono abbastanza cauti sui loro comportamenti di acquisto futuri, ma il vino sembra essere ancora in cima alla lista delle loro priorit\u00e0.<\/p>\n<h3>GERMANIA<\/h3>\n<p>Le chiusure e le limitazioni sui locali notturni hanno avuto un forte impatto sul consumo di vino e alcolici, cos\u00ec come le regole governative anti-Covid imposte sui grandi eventi all\u2019aperto in tutto il territorio nazionale. Il mercato del vino vede un forte <strong>aumento dell\u2019e-commerce<\/strong> e del canale dei supermercati\/negozi di alimentari rispetto alla ristorazione\/enoteche fortemente in sofferenza.<br \/>\n<strong>I grandi imbottigliatori hanno avuto beneficio dalla crescita delle vendite nei supermercati (+16,7% in media)<\/strong>* e i profitti derivati da queste vendite e da quelle dei negozi di alimentari e degli shop online, hanno compensato le perdite portate dal blocco del settore della ristorazione e quelle derivate dall\u2019export. Le <strong>cantine <\/strong>invece, soprattutto quelle che indirizzano i loro prodotti verso enoteche, ristoranti e verso l\u2019estero, sono state fortemente<br \/>\n<strong>colpite <\/strong>in particolare <strong>nel primo periodo di crisi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/blog.citra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/germania-impotazioni.jpg\" alt=\"Importazioni di vino in Germania\" width=\"600\" \/><br \/>\n<em>(fonte: I NUMERI DEL VINO)<\/em><\/p>\n<h2>NORD AMERICA<\/h2>\n<h3>STATI UNITI<\/h3>\n<p>Le chiusure della ristorazione\/enoteche, dove era concentrato gran parte dei consumi di vino hanno fortemente danneggiato le vendite. Nonostante ci\u00f2, <strong>nel periodo del lockdown, gli americani hanno consumato tra le mura domestiche maggiori quantit\u00e0 di vino acquistandolo on-line. <\/strong><br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/blog.citra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/usa-vino.jpg\" alt=\"Importazioni di vino negli USA\" width=\"600\" \/><\/p>\n<p>Nel 2020, secondo le fonti ufficiali europee* per quanto riguarda <strong>l\u2019export del vino italiano<\/strong> si \u00e8 registrata una diminuzione con un <strong>calo a valore del 6% (a 1,425 miliardi di euro)<\/strong> e un significativo decremento del prezzo medio (-5%). <strong>A perdere sono in particolare gli spumanti<\/strong> che, dopo anni, interrompono la loro corsa negli Usa, in particolare <strong>il Prosecco (-9%)<\/strong>; gi\u00f9 <strong>anche i fermi imbottigliati (-6%)<\/strong>. * (fonte UIV)<\/p>\n<p>Tuttavia si prevede un\u2019ampia ripresa nei prossimi mesi, anche alla luce dei dazi aggiuntivi che il governo americano ha deciso di applicare ai vini francesi, situazione che, di fatto, favorisce l\u2019aumento delle vendite dei vini italiani e l\u2019incremento delle rispettive quote di mercato.<br \/>\n<strong>Per quanto riguarda i formati in crescita, si stima che la bottiglia standard rimanga ancora la pi\u00f9 venduta. <\/strong><\/p>\n<p>Nel complesso la maggior crescita \u00e8 rappresentata dal vino in box con una quota di circa l\u201980%*, mentre il formato in lattina segna una vendita pari a 90 milioni di dollari.*(fonte: WineNews)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/blog.citra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/usa-vino-formati.jpg\" alt=\"Formati di vino venduti in America\" width=\"600\"\/><\/p>\n<h2>CANADA<\/h2>\n<p>\u00c8 <strong>tra i mercati stranieri pi\u00f9 importanti per il vino italiano<\/strong> e, nonostante le difficolt\u00e0 della pandemia, ha registrato una <strong>crescita nelle esportazioni<\/strong>* anche nel 2020, almeno guardando ai primi 11 mesi che, secondo l\u2019Istat, hanno fruttato alle cantine italiane 321 milioni di euro, in crescita del +1,3%.<\/p>\n<p>Come in molti altri mercati vinicoli, prima dell\u2019inizio della pandemia globale il numero di consumatori regolari di vino era gi\u00e0 in calo: non aumentava in volume, ma in valore ed il consumo era riservato ad occasioni pi\u00f9 formali e sociali, a casa o in un ristorante. La pandemia ha interrotto questa tendenza.<br \/>\nCon le restrizioni in atto e molte attivit\u00e0 sociali non possibili, <strong>in Canada \u00e8 rimasta costante la quantit\u00e0 di vino fermo acquistata<\/strong> mentre <strong>si \u00e8 ridotto<\/strong>, al contempo, <strong>l\u2019acquisto di spumanti e liquori<\/strong>, con la conseguenza che i canadesi hanno puntato a <strong>vini pi\u00f9 economici<\/strong> in tutte le occasioni domestiche di consumo. *(fonte Wine News)<br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/blog.citra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/canada-vino.jpg\" alt=\"Crescita esportazioni Canada\" width=\"600\"\/><\/p>\n<h2>ASIA<\/h2>\n<h3>CINA<\/h3>\n<p>Il mercato cinese \u00e8 stato il primo a subire i danni della pandemia e il primo ad uscirne. Nel 2020 la vendita del vino ha subito una <strong>perdita pari al 32%.<\/strong><br \/>\nLa differenza sostanziale sta nel fatto che <strong>i consumatori cinesi preferiscono bere<\/strong> molto vino <strong>a casa<\/strong>. Questo significa che il consumo domestico non ha potuto compensare il calo generale delle vendite di vino come \u00e8 avvenuto in altri mercati come gli Stati Uniti ed il Regno Unito. La Cina ha importato vino per 1.6 miliardi di euro nel 2020, con un calo del 27% dai 2.18 miliardi del 2019. A contribuire a questo calo \u00e8 stata anche la svalutazione della valuta locale -2%.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/blog.citra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/cina-vino.jpg\" alt=\"Importazioni di vino in Cina\" width=\"600\"\/><\/p>\n<p>A risentirne sono stati i 10 milioni di ristoranti e i wine shops tradizionali data la chiusura dei ritrovi sociali dove condividere esperienze. Tutto questo ha avuto un forte impatto sull\u2019export dall\u2019Italia.<\/p>\n<p>Nonostante la compravendita del vino nei posti pi\u00f9 tradizionali sia andata al ribasso, si \u00e8 assistito ad un massiccio utilizzo delle piattaforme digitali ed e-commerce che conta circa il 30% delle vendite di vino in Cina con pi\u00f9 di un miliardo di utenti attivi ogni mese (l\u201985% della popolazione dispone di uno smartphone).<\/p>\n<p>Oltre ad un aumento delle vendite tramite i canali digitali e social, si assiste anche ad un cambiamento nel comportamento dei consumatori.<br \/>\nLa Cina, infatti, sta diventando un mercato sempre pi\u00f9 suddiviso con target di riferimento:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>le donne<\/strong> apprezzano sempre di pi\u00f9 il vino;<\/li>\n<li><strong>i giovani<\/strong> sono un focus importante per il mercato;<\/li>\n<li><strong>i manager<\/strong> che preferiscono ordinare una bottiglia<br \/>\nsemplicemente con un click.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La Cina ha contenuto gli effetti della pandemia (oggi si registrano poche decine di casi), grazie a una politica di blocchi mirati e di monitoraggi rapidi dei focolai di Covid-19 e i cinesi sono tornati a frequentare normalmente bar, ristoranti e locali pubblici con crescita per il turismo.<br \/>\nLa mancanza di visitatori internazionali ha un impatto minore per la Cina, poich\u00e9 rappresenta solo una piccola parte del\u00a0business ed \u00e8 compensata dai ricchi consumatori cinesi che\u00a0spendono i loro soldi in patria. Nel complesso si prevede che il\u00a0mercato in Cina nel 2021 sar\u00e0 simile al 2019 e torner\u00e0 ai livelli pre-pandemia.<\/p>\n<h3>GIAPPONE<\/h3>\n<p>L\u2019anno del COVID ha avuto un impatto pesante anche sui consumi di vino giapponesi. Il Giappone ha importato nel 2020 2.6 milioni di ettolitri di<br \/>\nvino, in calo del 9% rispetto al 2019. In valore ci\u00f2 si \u00e8 tradotto in una diminuzione del 15%, da 1618 a 1372 milioni di euro, con una riduzione del prezzo medio all\u2019import del 6% da 5,7 a 5,3 euro al litro anche se in ogni caso risulta essere sempre uno dei livelli pi\u00f9 elevati nel mondo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/blog.citra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/giappone-vino.jpg\" alt=\"Importazioni di vino in Giappone\" width=\"600\"\/><\/p>\n<p>A causa delle restrizioni per il Covid i ritrovi sociali sono stati chiusi con una conseguente diminuzione del commercio ontrade, sostituito dal digitale.<br \/>\n<strong>Nel 2020, la vendita del vino italiano nel mercato giapponese \u00e8 scesa del 20% (aprile e maggio sono stati mesi molto difficili), tra ottobre e novembre la vendita \u00e8 stata addirittura superiore al 2019, poi di nuovo rallentata a fine anno, a fronte di un aumento dell\u2019online ma a danno<br \/>\ndella ristorazione.<\/strong><\/p>\n<p>Per quanto riguarda il vino italiano, lo share nel mercato \u00e8 stabile, pi\u00f9 o meno al 15% da anni. Non male ma non cresce. La cucina italiana tra quelle straniere \u00e8 la pi\u00f9 amata, si colloca ad un livello molto alto e traina il consumo del vino italiano che dovr\u00e0 entrare nelle case e nei ristoranti giapponesi. Le bollicine vanno bene e si assiste ad una crescita anche <strong>del metodo classico italiano<\/strong>. Sostanzialmente <strong>il mercato giapponese \u00e8 elitario<\/strong>: i consumatori giapponesi sono disposti a pagare anche un prezzo alto se si riesce a comunicare loro la storia e il fascino dei vini italiani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aumento del canale GDO, acquisto on-line e consumi domestici In questo primo numero del 2021 abbiamo pensato di fare il punto della situazione ad un anno dalla pandemia Covid con una panoramica dedicata ai nostri cinque principali mercati mondiali e alla loro evoluzione. 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