Tempo di bilanci e nuovi inizi

Come si è concluso il 2018?
Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti. La scorsa settimana il nostro consiglio di amministrazione ha approvato all’unanimità il bilancio 2018 con un aumento del +12% rispetto al 2017. Questo dato assume una rilevanza maggiore se sommato ai risultati ottenuti direttamente dalle nove cantine socie, portando Codice Citra a raggiungere un valore complessivo della produzione di oltre 100 milioni di euro e confermandola la più importante realtà cooperativa produttiva vitivinicola d’Abruzzo.

Qual è l’andamento del fatturato dei vini imbottigliati negli ultimi 5 anni?
L’andamento ha registrato una crescita più che costante. Se torniamo indietro di cinque anni, dal 2014 al 2018 il nostro fatturato di vini imbottigliati è aumentato del +50,17%.

Qual è la ricetta di questa crescita?
Indubbiamente, questo risultato è frutto di tanto lavoro e impegno. E voglio sottolineare la dedizione e la passione di tutti coloro che quotidianamente contribuiscono al miglioramento continuo. In questi anni abbiamo avviato numerose attività di ricerca, collaborazioni con università e, non ultimo, un “progetto qualità” che, grazie al contributo del dott. Cotarella e del prof. Scienza insieme ai tecnici del Codice Wine Team, ci consente di elaborare numerose informazioni, assai preziose per il futuro della viticoltura abruzzese.

Ci spiega gli effetti dell’aumento del fatturato sui conferimenti?

Certamente, i conferimenti hanno avuto un incremento nelle quantità/HL dove si è passati da 151.590,63 nel 2014 a 211.421,77 nel 2018 (+39%), mentre a valore da €11.182.122,03 nel 2014 a €18.883841,36 nel 2018 (+69%) con un aumento del prezzo medio di liquidazione del +21%. Questo è un fattore determinante perché ancora una volta ci fa capire l’importanza che la viticoltura ha nella nostra Regione e la ricchezza che si genera rimane tutta concentrata in Abruzzo. Al contrario di altre realtà produttive che possono decidere dall’oggi al domani di cambiare la sede produttiva.

Cosa può dirci del mercato Italia?
In quali canali è cresciuto il fatturato dei vini imbottigliati?
In Italia registriamo nell’ultimo anno un aumento nel canale Ho.Re.Ca. del +5%, a testimonianza che le strategie messe in atto con la linea Ferzo stanno portando buoni frutti. In merito al canale Grande Distribuzione Organizzata, siamo in crescita del +7% in controtendenza con quanto accade a livello nazionale dove abbiamo un senso inverso rispetto alla crescita dei prezzi, ossia, l’aumento dei prezzi del 2018 rileva un calo dei vini generici (da tavola), a seguire IGP e infine DOC. Questo perché i consumatori preferiscono bere meno e meglio. Le vendite si registrano soprattutto nelle regioni del Nord Italia (Lombardia, Piemonte, Veneto) seguite da Abruzzo, Marche e Lazio.

E all’Estero, cosa succede?
Rispetto al 2017 abbiamo un aumento del +17%.Indubbiamente, abbiamo situazioni molto diverse: in Europa siamo entusiasti della crescita registrata nel Regno Unito. Lavoriamo a stretto contatto con le più importanti catene distributive inglesi e il nostro Pecorino si sta affermando molto bene. Non nascondiamo che la situazione Brexit sia una variabile molto importante, ma siamo fiduciosi che ben presto si riesca a trovare una soluzione.
In merito agli altri Paesi europei si confermano le vendite in Germania, Belgio e Olanda. Per il resto del mondo i mercati più importanti sono Cina, Usa, Canada e Giappone. Tra i mercati emergenti registriamo Tailandia, Messico e Lituania.

 

Quali sono i vini più venduti?
Al primo posto della nostra classifica “Top Ten” si attesta il Montepulciano d’Abruzzo con una crescita a tre cifre, in particolare un forte aumento del biologico di circa il triplo rispetto al 2017. A seguire il Pecorino, dove il biologico si attesta con una crescita del +15% e +57% nella versione spumante. Si passa poi alla Passerina +15% e circa il doppio in versione spumante rispetto al 2017. Infine, segnaliamo il Trebbiano d’Abruzzo con un aumento del triplo rispetto al 2017, anche qui soprattutto in versione biologica e un aumento del nostro fiore all’occhiello: lo spumante Fenaroli metodo classico Montonico.

Il primo trimestre 2019 come sta andando?

Nei primi due mesi del 2019 registriamo una crescita +7% del fatturato dei vini imbottigliati.

Secondo lei quali sono gli scenari futuri? Cosa ci si può aspettare?
È ancora presto per fare previsioni. Nel corso dell’anno dovremo confrontarci con diverse novità: l’introduzione
delle fascette di Stato e le innovazioni derivanti dalla revisione dei disciplinari di produzione nelle dop e igp.
Siamo convinti che la DOC Montepulciano d’Abruzzo abbia ancora molto potenziale da esprimere soprattutto
attraverso la valorizzazione del binomio territorio-vino. Proprio per questo abbiamo lanciato il Ferzo Montepulciano d’Abruzzo DOC TEATE, che rappresenta la prima esperienza di produzione in termini di indicazione dell’area TEATE, con l’obiettivo di valorizzare al meglio la produzione di Montepulciano d’Abruzzo DOP, proveniente dai 6.000 ettari di vigneti coltivati dai nostri 3.000 soci vignaioli in provincia di Chieti. Ci auguriamo che anche altri vignaioli seguano questa strada e si lavori tutti insieme per accrescere la riconoscibilità dell’area TEATE. La promozione delle produzioni locali e, in particolare, dei vitigni autoctoni è legata in maniera indissolubile all’identificazione e alla rivalutazione del territorio. Infatti, crediamo fermamente che le nostre vigne rappresentino un patrimonio unico per la valorizzazione paesaggistica e lo sviluppo sostenibile della regione. In continuità con il passato.
Per concludere è molto importante sostenere l’ambito cooperativo vitivinicolo che, non dimentichiamo, conta l’82% della produzione regionale. I mercati sono sempre più competitivi e le cantine sociali devono affrontare numerose barriere all’entrata, per questo già solo con l’aggregazione tra cantine sociali, aumentando i vini imbottigliati in regione, si può accrescere il valore aggiunto per il nostro territorio.